Nel contesto attuale, caratterizzato da una crescente complessità normativa e da clienti sempre più consapevoli dei propri diritti, il rischio di azioni di responsabilità professionale nei confronti degli avvocati è in costante aumento.
Comprendere quali sono le richieste di risarcimento più frequenti, chi sono i clienti che promuovono le azioni e quali errori ricorrono con maggiore incidenza è fondamentale per tutelare la professione e adottare adeguate misure di prevenzione.
Alcuni dati
Negli ultimi anni si registra un incremento significativo delle richieste di risarcimento nei confronti degli avvocati. Secondo dati di mercato assicurativo e analisi dei sinistri di RC Professionale:
oltre il 60% delle richieste deriva da presunti errori di gestione della pratica;
circa il 25–30% riguarda decadenze, prescrizioni o mancata impugnazione;
la restante quota è riconducibile a carenze informative, conflitti di interesse o violazioni deontologiche.
La responsabilità dell’avvocato viene sempre più valutata non solo in termini di risultato, ma soprattutto di diligenza, correttezza e trasparenza nel rapporto con il cliente.
Le richieste di risarcimento più frequenti
⚖ Decadenze e prescrizioni
È la fattispecie più ricorrente e anche la più gravosa in termini economici. Rientrano in questa categoria:
omesso deposito di atti entro i termini;
mancata proposizione di impugnazioni;
errata individuazione dei termini di prescrizione.
Il danno contestato coincide spesso con la perdita integrale della chance di tutela giudiziaria.
⚖ Errori di strategia processuale
Il cliente contesta all’avvocato:
la scelta del rito errato;
l’impostazione difensiva ritenuta inadeguata;
la mancata produzione di prove decisive.
In questi casi la richiesta di risarcimento si fonda sulla presunta negligenza professionale, anche se la linea di confine tra errore tecnico e discrezionalità difensiva è spesso oggetto di contenzioso.
⚖ Carenze informative e violazione del dovere di informazione
Sempre più frequenti sono le richieste basate su:
mancata informazione sui rischi della causa;
assenza di aggiornamenti sull’andamento del procedimento;
mancata acquisizione di un consenso informato.
Il cliente lamenta di non essere stato messo in condizione di compiere scelte consapevoli, soprattutto in ambito transattivo.
⚖ Gestione economica e compensi
Rientrano in questa tipologia:
contestazioni sui preventivi;
richieste di restituzione di somme;
contestazioni sulla mancata chiarezza dei costi.
L’assenza di accordi scritti e di una comunicazione strutturata aumenta sensibilmente il rischio di contenzioso.
⚖ Conflitto di interessi e profili deontologici
Meno frequenti, ma potenzialmente molto impattanti, sono le richieste legate a:
conflitti di interesse non dichiarati;
violazioni del segreto professionale;
incarichi assunti in situazioni incompatibili.
In questi casi il danno richiesto può assumere anche una dimensione reputazionale.
Gli importi richiesti e i trend risarcitori
Gli importi delle richieste di risarcimento variano sensibilmente:
20.000 – 50.000 euro per errori procedurali semplici;
oltre 100.000 euro per decadenze o prescrizioni in cause di valore;
importi molto elevati nei casi di responsabilità connessa a operazioni societarie o immobiliari.
Il trend mostra una crescente professionalizzazione delle richieste, spesso supportate da perizie legali e consulenze specialistiche.
Le cause contro avvocati non rappresentano un’eccezione, ma un fenomeno strutturale del mercato professionale contemporaneo.
Conoscere le richieste di risarcimento più frequenti e il profilo dei clienti che denunciano consente al professionista di rafforzare il proprio approccio organizzativo e difensivo, trasformando il rischio in un elemento gestibile e controllabile.
Un approccio consapevole alla responsabilità professionale è oggi parte integrante dell’esercizio della professione forense.
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